Continuiamo ad abbattere le barriere architettoniche

Pubblicato da Fabio Raimondi, 14-dic-2022 15.02.23

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Nell’ambito della rubrica DON'T STOP ME NOW, Fabio Raimondi, esperto alla pari, illustra il tema delle barriere architettoniche nella quotidianità. Le barriere architettoniche continuano a rappresentare un ostacolo nella vita quotidiana delle persone con disabilità ma si registrano anche notevoli miglioramenti rispetto al passato.

Il nostro Paese è in ritardo rispetto ad altre realtà. Nello stesso tempo, si vede un costante, seppur lento, progresso nella giusta direzione. Un cambiamento che negli anni si è potuto toccare con mano. Immaginiamo una giornata-tipo, un viaggio quotidiano nell’affrontare i limiti posti dalle barriere.

Prima di tutto si esce e si rientra in casa 

Alcuni Comuni si adoperano concedendo sovvenzioni per abbattere le barriere. Il problema nasce nei condomini.

  • Può capitare, come al sottoscritto, che i coinquilini neghino l’autorizzazione per la rampa perché è di metallo in una struttura di marmo di alto livello. Di regola non ci si potrebbe opporre ma se la metà delle persone dello stabile non la vuole può nascere un contenzioso.
  • I lavori necessari sono impegnativi e la gente giustamente può partecipare o meno. Capita che in alcuni condomini solo le famiglie che hanno contribuito alla costruzione possano usare l’ascensore con dotazione di chiavi. Certamente è la barriera più sentita perché limita la possibilità di entrare e uscire di casa.

La questione delle rampe

Uffici pubblici: Il Decreto del Ministro dei lavori pubblici del 14 giugno 1989, n. 236 “Prescrizioni tecniche necessarie a garantire l'accessibilità, degli edifici privati e di edilizia residenziale pubblica, ai fini del superamento e dell'eliminazione delle barriere architettoniche” stabilisce che una rampa non deve avere una pendenza superiore all’8%.

A volte il parametro non è rispettato e la stessa rampa non è facilmente superabile per tutti.

  • Le nuove strutture sono più predisposte, il problema nasce sulle strutture datate. Bisogna adeguare una rampa su una scalinata che magari è piccola, con il rischio che qualcuno che sale a piedi possa avere delle difficoltà.
  • Accade nella normalità dei casi che per superare una barriera una persona con disabilità usi l’ascensore, però il problema nasce quando la struttura non ha la predisposizione per averne uno per vari motivi, e nemmeno una rampa è risolutiva, e per poter accedere e alla struttura bisogna passare dalla cantina o dal magazzino, oppure da passaggi di servizio.
  • Le strutture pubbliche si stanno adeguando quando sono nuove. È vero. Resta il fatto che una rampa con una pendenza non a norma richiede un aiuto per superarla: in questo caso la rampa non abbatte le barriere.

Mezzi pubblici: metropolitana e autobus  

  • Metropolitana – L’uso dei montascale dovrebbe riservarsi a situazioni d’emergenza: gli addetti a volte semplicemente non vanno ad aiutare oppure devono trovare chi ha la chiave, oppure ancora ci sono regole per cui devono essere presenti in due. Le cose sono migliorate ma c’è ancora molto da fare rispetto ad altri Paesi. Ad esempio, già nel 2012 alle Olimpiadi di Londra si poteva prendere la metropolitana senza nessun problema, in ascensori tenuti in condizioni igieniche perfette, funzionanti e in assoluta tranquillità. Un servizio a pagamento ma garantito.
  • Ascensori – Gli amici romani hanno denunciato il problema: a volte trovano che l’ascensore di una determinata fermata è rotto. Sono costretti a chiedere aiuto ai passanti. Ci sono differenze da città a città.
  • Autobus - Alcuni autobus dotati di piattaforma fanno salire, anche se, per farlo, bisogna avere un certo grado di autonomia. Poi, in alcune realtà, vengono adibiti mezzi veri e propri ad hoc ma si deve presentare la richiesta il giorno prima: se uno vuole uscire di casa per andare dal medico, sta male oggi e non può prenotare il mezzo il giorno prima. Alcune città forniscono buoni taxi in base a regole particolari, per ovviare al problema. Anche riguardo agli autobus e alla metropolitana l’Italia è ancora molto indietro.

Ristoranti e hotel 

  • Al momento della prenotazione, meglio fare una chiamata. Può capitare che si legga “struttura interamente accessibile alle persone con disabilità”, ma poi, chiamando, si viene a sapere che ci sono “solo due scalini”. Ma tutta la struttura dovrebbe essere idonea.
  • Va detto che si sta facendo tanto nella giusta direzione: più sensibilità da parte di hotel e ristoranti. Anche perché alcuni personaggi famosi hanno sensibilizzato l’opinione pubblica, inserendo la disabilità nella quotidianità. Persone come Alex Zanardi, Bebe Vio o lo stesso Manuel Bortuzzo. Sarebbe stato bello nella sua partecipazione al Grande Fratello far vedere anche le modalità di accesso al bagno, le varie barriere che si incontrano.
  • Agenzie di viaggio e community. Alcune agenzie di viaggio organizzano campagne sul tema e ci sono iniziative come quella dell’App WE GLAD presentata di recente al Disability Pride di Bologna da Maximiliano Ulivieri: si è creata una Community per cui chi si reca in un ristorante fa una recensione nell’ottica dell’accesso e ospitalità della persona disabile.

Abbattere le barriere per tutti

L’opinione pubblica deve essere coinvolta nell’abbattimento delle barriere. Non serve solo a una persona con disabilità. Consideriamo una mamma con un bambino in passeggino o la persona anziana col deambulatore. Per assurdità la barriera può essere anche un gradino di 10 centimetri sul marciapiedi: crea problemi a chi si muove in carrozzina elettrica. Ma spesso non viene nemmeno considerato un gradino e tantomeno una barriera. 

La svolta culturale

Portare sempre più all’attenzione dell’opinione pubblica i problemi generati dalle barriere architettoniche. Possono riguardare tante persone. Nonostante i progressi abbiamo ancora molte lacune da colmare. Ad esempio:

  • Non si capisce per quale motivo in Italia quando si costruisce una casa si dica, a volte, “facciamo anche la rampa”. Puntualizziamo sempre che è una cosa in più, mentre dovrebbe essere un dato acquisito.
  • Non può essere che semplicemente si dica al muratore di fare il “bagno per disabili”, non sempre è a conoscenza delle esigenze. E lo stesso vale per la costruzione delle rampe.
  • In hotel per fare la doccia capita che manchi la sedia, anche questa è una barriera: quando si fa presente, spesso il problema non viene compreso. Non entriamo in carrozzina per la doccia. Chiaro è che serva un lavoro anche di tipo culturale su questi temi.

Oggi molto meglio

Bisogna proseguire nell’abbattimento delle barriere architettoniche. La situazione oggi è migliorata rispetto al passato. Quarant’anni fa era molto peggio, nessuno ne sapeva nulla. Adesso si va in aereo e in treno senza grandi difficoltà, basta avvisare gli operatori delle varie compagnie, per aver l’assistenza idonea in base alle proprie necessità. Il progresso che stiamo vedendo è dovuto al fatto che le persone con disabilità ora escono più di casa. Se si chiede un servizio, i responsabili sono obbligati a fornirlo. E molti stanno provando a garantire questo tipo di servizio. Possiamo quindi concludere con un messaggio positivo.

Grazie alla sensibilità acquisita, frutto delle molteplici iniziative in campo, possiamo ben sperare che l’abbattimento delle barriere architettoniche avvenga per presa di coscienza collettiva e non solo per l’imposizione legislativa.