La scelta dei cateteri può essere impegnativa

Pubblicato da Cecilia Giordani, 1-apr-2019 12.30.00

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Scegliere il catetere vescicale adeguato non è semplice. “Quale catetere vescicale desidera?” La prima volta che in farmacia le hanno hanno chiesto quale desiderava, Frida Eriksen è rimasta spiazzata. L’addestramento all’autocateterismo in ospedale non le aveva fornito le informazioni di cui aveva bisogno, per cui ha dovuto trovarle da sola. Con gran determinazione ci è riuscita, come ci racconta lei stessa.

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Un’insolita esperienza di shopping

Si capiva che le piaceva davvero il suo lavoro. Ma la cosa particolare di quel momento di shopping era che non avevo la minima idea di cosa stavo facendo. Non sapevo bene che cosa avrei dovuto cercare né che cosa fosse più adatto per me. Non sapevo nemmeno le mie misure.

La commessa del negozio non parlava di una sciarpa di seta o di un accessorio per un vestito nuovo. No, parlava di un catetere. Un catetere usa e getta. Ero appena uscita dall’ospedale dopo la mia terza operazione per l’ernia del disco. Il mio primo intervento è stato nel 2011 e mi sono sottoposta agli altri due nel 2017. Dopo l’ultima operazione non ero in grado di svuotare completamente la mia vescica per cui ho dovuto ricorrere al cateterismo intermittente.

I punti che avevo nella schiena tiravano un po’, ma le gocce di sudore che mi colavano sulla fronte non erano dovute solo al dolore. Provavo una sensazione nuova che mi faceva sentire insicura.

Iniziare con il cateterismo

In ospedale mi avevano preparato per questa terapia – il cateterismo intermittente (CIC) – e mi sono presto resa conto che lo staff del reparto di neurologia non aveva molta esperienza nello spiegare ai pazienti come si pratica l’auto-cateterismo.

Cateterismo intermittente per chi comincia

 Un’infermiera è venuta nella mia stanza, munita di brochure, link a video di YouTube, uno specchio e alcuni cateteri. Si è seduta per spiegare la procedura e una volta finito mi ha detto: “Ora ti lascio un po’ di tempo per stare da sola. Lascio qui lo specchio, così puoi prendere un po’ più di familiarità con come vanno le cose ‘là sotto’, se riesci a guardarci!”

Là sotto? Non sapevo cosa dire. Mi sentivo anzi più nervosa di prima perché l’aveva fatta sembrare una cosa molto sgradevole. Avevo forse altre alternative se non fossi “riuscita a guardare là sotto”? Decisamente no. Lasciò la stanza, mentre io ero nel letto con un sacco di domande sull’auto-cateterismo che mi frullavano in testa.

Per mia fortuna vivo con una persona in carrozzina che fa uso di cateteri – Kissinger Deng. A casa nostra c’è uno spazio riservato ai cateteri nel bagno e sapevo che non gli avrebbero creato nessun problema, per cui mi sono sentita rassicurata sul fatto che non ne avrebbero creati neanche a me.

Ma tutti quelli che invece non hanno mai sentito parlare di auto-cateterismo? Le indicazioni che avevo ricevuto in reparto erano del tutto inadeguate e avevano sollevato più domande che risposte.

Essere aperti facilita le cose

Sapevo già quanto una buona igiene fosse importante e che, anche se all’inizio sembra un po’ una sfida, con il tempo inizia ad andare meglio. Ciò che ha reso tutto molto più semplice per me è stato il fatto che non dovevo spiegare il cateterismo al mio ragazzo, che sapeva già tutto quello che c’è da sapere.

Ma sarebbe andata comunque bene. Ne parlo apertamente anche con i miei famigliari e i miei amici. Per me è importante essere sempre aperta su qualsiasi cosa. Io credo che ci sia molto meno imbarazzo quando le persone ne sono a conoscenza. Condividendo la mia storia spero di contribuire a rompere il tabù che circonda questo tema.

Scegliere i cateteri

Ma torniamo alla mia esperienza di shopping. La commessa della farmacia mi ha offerto una grande varietà di scelte. In ospedale mi avevano detto solamente di scegliere un prodotto con cui mi sentissi a mio agio. Ero così confusa. La mia misura? Di cosa diamine stavano parlando e come facevo io a saperla, o comunque a scoprirla? Come potevano presumere che io sapessi qual era il prodotto più adatto per me?

La commessa della farmacia mi ha fatto esattamente questa domanda: “Qual è la tua misura e che marca preferisci?” Poteva leggere negli occhi la mia confusione. A lei sembrava probabilmente la domanda più naturale del mondo, ma visto che non ero in grado di risponderle ha cominciato a spiegarmi alcune cose.

Mi ha parlato delle diverse marche, degli ultimi prodotti usciti sul mercato e delle misure più comuni. Mi ha detto che potevo cominciare con il più comune e in seguito provarne degli altri tipi per capire con quale mi sentissi più a mio agio. Ho così ricevuto una borsa di cateteri di varie misure, tipologie e alcune brochure. Ero sollevata di poter tornare a casa e cominciare a provarli.

Qualche mese dopo

Ormai è passato qualche mese e ho più esperienza. Ho vari cateteri, nei miei armadietti a scuola, nella borsetta e nella borsa da palestra. Mi assicuro di avere tutto ciò di cui ho bisogno in modo da evitare situazioni in cui debba usare un catetere senza avere le mani pulite.

Siccome sono ancora una principiante, vorrei condividere alcuni consigli con tutti quelli che si trovano ad affrontare tutto questo per la prima volta.

Alcuni consigli per l’auto-cateterismo

  1. Per prima cosa vorrei parlare di un aspetto che mi ha fatto sentire insicura fin dall’inizio. Avevo sempre la sensazione di avere un cattivo odore, che decisamente non è una bella sensazione. Ho quindi comprato un deodorante intimo e delle salviettine intime con un buon profumo. Mi sono anche procurata un buon sapone intimo e ho finalmente iniziato a provare una bella sensazione di freschezza dopo l’uso.
  2. Il mio secondo consiglio è di girare con un beauty case per avere tutti gli accessori a portata di mano. L’ho capito dopo essere andata in un caffè. Avevo con me il catetere e le salviette nella borsetta. Ma come sono sicura che sarà capitato a molte di voi, quando ti serve qualcosa dalla borsetta, finisce per essere sempre in fondo. Ho cercato di tirare fuori tutto in maniera discreta, ma ero impacciata e ho fatto cadere il catetere per terra. Un signore che stava passando ci è accidentalmente passato sopra. Sfortunatamente l’acqua è schizzata fuori, finendo sui jeans bianchi della signora del tavolo di fianco al mio. È stato davvero imbarazzante. Ed è stato quello il momento in cui ho realizzato che avere tutto in un piccolo beauty case sarebbe stata la soluzione ideale.
  3. Terza cosa: andrà sempre meglio! Come tutto nella vita, “provando si impara”. Le prime settimane possono sembrare estenuanti. Usare un bagno pubblico può essere uno stress, ma solo perché si tratta di un’esperienza completamente nuova. Ricorda che è la stessa cosa di quando da bambina hai smesso di usare i pannolini per imparare a usare il water. Probabilmente non te lo ricordi più, ma ci avrai senz'altro messo un po’ di tempo prima di arrivare a gestire la nuova situazione.
  4. L’ultimo consiglio per i principianti riguarda l’igiene! Stare attenti all'igiene è fondamentale. Usando un catetere le probabilità di prendere un’infezione urinaria sono molto più alte, ma se fai attenzione le puoi prevenire. E se contrai un’infezione vai subito dal dottore! Non aspettare: in genere l’infezione non passa da sola e può anche sfociare in un problema più serio.

Ormai usare cateteri non è più un’esperienza stressante per me. Mi sembra anzi una cosa naturale, che fa parte della mia routine. Ho passato molto tempo a leggere su questo argomento per  assicurarmi di trovare tutte le risposte di cui avevo bisogno. Questo mi ha aiutato a sentirmi molto più sicura e tranquilla.

La parte migliore di questa storia è che l’ultima volta che sono stata in farmacia per ordinare dei nuovi cateteri ero perfettamente in grado di rispondere alle domande che mi avevano destabilizzata la prima volta. Ora so perfettamente qual è il catetere adatto a me.

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Argomenti: Donne e cateterismo