Il campione di handbike Cristiano Picco e il suo nuovo equilibrio grazie alla TAI

Pubblicato da Arianna Minghetti, 18-ott-2019 10.30.00

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Cristiano Picco ha 40 anni ed è una persona molto attiva e positiva. Ha una profonda passione per l'handbike, sport in cui ha ottenuto alcuni importanti riconoscimenti, ma è anche padre di due gemelli di 2 anni e mezzo. Oggi ci racconta la sua esperienza e di come la terapia TAI lo ha aiutato a trovare un equilibrio nella sua vita quotidiana.

Cristiano picco paraplegia e intestino

La vicenda che Cristiano ci racconta inizia nel 2001, quando un incidente in moto ha impresso una svolta alla sua vita.

A seguito dell’incidente, 19 anni fa, la mia vita è drasticamente cambiata. Con i miei tempi, com'è giusto che sia, sono però riuscito a ritrovare il mio equilibrio. Ho ricominciato a lavorare, ho conseguito la patente, ho avuto le mie storie con le ragazze, insomma, la normale vita di un ragazzo giovane. Da quando ho 30 anni sono andato a convivere con la mia compagna, ora abbiamo la nostra casa ad Artegna, in provincia di Udine. E da 2 anni e mezzo, quasi 3, sono padre di due gemelli, un maschio e una femmina. Sono appena andato a prenderli dopo il loro primo giorno di asilo e quindi sono un po' in subbuglio, hanno molte novità che ci vogliono raccontare.

L'incidente ha rappresentato per lui l’opportunità di un nuovo inizio: non ha visto la carrozzina come una limitazione ma come un punto di partenza e una spinta a intraprendere nuove attività.

La carrozzina non è mai stata un limite, ma anzi ha segnato un punto di partenza nella mia vita. Mi ha permesso di fare molte cose, forse anche più di quelle che avrei fatto se non fosse stato per l’incidente.

Sono sempre stato sportivo in tutta la mia vita, ma dopo l’incidente il mio interesse per lo sport è aumentato. Lo sport mi ha aiutato a migliorare sia la forza fisica sia quella mentale, perché ti insegna molto. Faccio handbike, sci, un po’ di tutto: quello che mi andava di fare l’ho fatto.

Ogni tanto penso che sia successo perché era giusto che la mia vita prendesse questo corso. Ora sono molto felice, ho una famiglia bellissima. E mi sono tolto alcune soddisfazioni: ho praticato attività agonistica per circa 14 anni con l'handbike. Mi sono classificato più volte tra i primi 10 atleti della mia categoria, ho vinto un paio di maratone, tra cui la maratona di Venezia, che non è poco.

Quando sono nati i figli ha deciso di concedersi una pausa dalle gare e dai ritmi dell’attività agonistica.

La bici è sempre stata un piacere, la vera fatica è essere genitori. Un bambino è una cosa, ma due bambini insieme sono una bomba atomica! Quando sono nati ho deciso di interrompere la mia attività agonistica per potermi dedicare a loro. 

Partecipare alle gare era molto impegnativo e mi ha portato anche all'estero e adesso la priorità è la famiglia. È una nuova sfida. Ed è la cosa più bella che ci sia.

Da qualche tempo Cristiano però ha anche ripreso ad allenarsi: lo sport lo aiuta a liberarsi da pensieri e preoccupazioni quotidiane.

In questi giorni sono un po' stanco perché mi alzo ogni mattina per allenarmi due ore, due ore e mezza. Faccio sempre una sessantina di chilometri ogni giorno, anche d’inverno. Rispetto a quello che facevo prima è comunque un piccolo allenamento. È il mio tempo libero, la mia valvola di sfogo, l’attività che mi fa stare bene, mi rende felice e mi aiuta a liberarmi dalle preoccupazioni. 

Visto che sono ancora giovane il mio obiettivo è di ricominciare a fare un po’ di attività e togliermi qualche altra soddisfazione. Magari non al livello di prima perché era molto impegnativo, ma mi piacerebbe riprendere. Basta aver voglia. Se la passione c’è, non ci sono limiti. Bisogna cercare in tutti i modi di portare avanti la propria passione.

Inoltre riesce a ricavarsi anche del tempo per fare volontariato.

Faccio parte dell’associazione sportiva "Basket e non solo" di Udine, 7 volte campioni italiani a livello di società. Con loro facciamo volontariato, andando nelle scuole, dalle elementari alle superiori, fino all'università, per parlare ai ragazzi della nostra esperienza. 

Racconto la mia vita, come sto, quello che faccio, l’attività sportiva e la famiglia, e parlo dell’incidente, mettendoli in guardia contro i pericoli che si corrono per strada, per cui penso di essere un esempio positivo per i ragazzi.

La sua esperienza con la terapia TAI è molto positiva: Cristiano è molto soddisfatto e ci spiega nel dettaglio i motivi.

La terapia TAI ha migliorato molto la qualità della mia vita. Prima di tutto perché ora mi trovo con più tempo libero. Con i metodi tradizionali impiegavo un'ora abbondante per l'operazione, mentre da quando sono passato a questo sistema i tempi sono radicalmente ridotti. Sia la sera che la mattina posso gestire benissimo il mio tempo, senza dover fare levatacce o dover andare a letto tardi. È l’esperienza che hanno avuto anche altre persone che conosco e che lo stanno utilizzando, ci ha cambiato la vita, ci ha ridato un po' di tempo libero, il che è importante perché nella vita di tutti i giorni ci sono sempre mille impegni da incastrare. 

Il secondo punto a favore è che riesco a svuotarmi benissimo e posso andare via tranquillo, senza preoccupazioni, sicuro di essere al 100% a posto quando ho finito. Questo mi fa sentire bene non solo fisicamente, ma anche mentalmente. 

L’ultimo aspetto è che non devo più usare lassativi. Chiaramente io mantengo un'alimentazione da sportivo, il più possibile sana, con tanta frutta e verdura, e questo aiuta grazie alle fibre. Ma negli ultimi anni il mio intestino si era un po’ impigrito e ho iniziato a cercare delle soluzioni. Il vostro dispositivo è arrivato per me come salvataggio perché non sapevo più come fare. 

Con questa terapia sono molto più sereno, molto più tranquillo e per questo motivo cerco di farla conoscere anche agli altri. Non tornerei mai più indietro.

Che cos’è la TAI?

Argomenti: Gestione dell'intestino, Irrigazione transanale