La perdita di funzionalità equivale ad una perdita di dignità?

Pubblicato da Cecilia Giordani, 15-ott-2019 17.10.14

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C’è sempre un certo grado di incertezza quando vai dal medico. Devi mettere il tuo destino nelle mani di qualcun altro e potresti sentirti vulnerabile, in particolar modo se l’argomento è un po’ imbarazzante. Abbiamo chiesto ad alcune utilizzatrici dei nostri cateteri in Germania, Italia e Svezia come convivono con problemi urinari e frequenti visite mediche.

Disfunzione vescicale dignità e assistenza sanitaria

La vita quotidiana con una condizione urologica

Molte donne con disfunzioni vescicali lottano contro un senso di sfiducia per riconquistare la propria autostima. In risposta al nostro sondaggio, molte delle intervistate parlano di queste sensazioni e condividono con noi le loro preoccupazioni legate all'uscire di casa. Ma per alcune di loro questa condizione è fonte di preoccupazione anche per quanto riguarda le relazioni, la vita sociale e il lavoro.

Limita la mia vita quotidiana, al lavoro e nelle attività sociali.

Mi sento giù perché ho difficoltà a svuotare la vescica in modo normale. Mi ammalo spesso e quando esco o vado al lavoro non riesco a rilassarmi per paura di imprevisti legati alla vescica.

Mi sento insicura. E mi metto in discussione come donna. È difficile capire e accettare che a soli 42 anni non riesco a controllare il mio corpo.

Alcune tra le intervistate esprimono frustrazione, altre invece sono venute a patti con i loro problemi alla vescica, in particolare se convivono con questa situazione da molto tempo e soprattutto se hanno trovato dei trattamenti efficaci o delle strategie per affrontare questa condizione.

Cateterismo intermittente (CIC)

Le donne che ci hanno risposto utilizzano cateteri urinari per lo svuotamento della vescica ed eravamo curiosi di sapere come è stato il loro approccio iniziale con il cateterismo intermittente (CIC).

All'inizio non mi piaceva l’idea… Richiedeva molto tempo, ma in seguito è diventato parte della mia vita e adesso non ci penso quasi più.

Ho iniziato a praticare il cateterismo da bambina e mia madre mi ha aiutata. All’inizio ho avuto difficoltà a trovare il punto esatto in cui inserire il catetere, ma dopo un po’ di esercizio iniziale con uno specchio oggi lo faccio istintivamente.

Ho imparato a farlo il più velocemente possibile, per evitare di dipendere da mia madre. Mi dà la libertà di fare quello che voglio.

All'inizio ho incontrato un’infermiera un po’ insensibile, ma in seguito un’altra infermiera ha iniziato a prendersi cura di me ed era molto gentile e premurosa. Ha gestito questa situazione delicata in modo positivo.

Trovare il tono giusto

Molte persone con problemi alla vescica ritengono che il personale medico rappresenti un fattore centrale nel rendere il più possibile indolore l’introduzione all'autocateterismo. L'argomento potrebbe essere imbarazzante e le utilizzatrici con cui abbiamo parlato apprezzano che gli infermieri cerchino di sdrammatizzare, mantenendo comunque un tono rispettoso.

È importante avere una persona gentile con cui parlare e con cui potersi anche lamentare. Non è facile per i miei amici e la mia famiglia capire la mia situazione.

I miei problemi alla vescica mi influenzano molto e tutto ciò che può restituire dignità è prezioso per me. Essere trattate con rispetto dall'assistenza sanitaria è importante, così come imparare a rispettare di nuovo me stessa.

Spesso la consapevolezza è poca. Non dovresti essere tu a chiedere di avere i prodotti migliori: gli infermieri dovrebbero conoscerli e offrirli a prescindere. Ci è voluto molto tempo prima che scoprissi che esistevano i cateteri idrofili.

All'inizio non mi sentivo a mio agio nel fare tante domande, ma penso che avesse a che fare con il mio trauma. Ho ricevuto un buon supporto dallo staff che rispondeva a tutte le mie domande – anche a quelle stupide – ma ovviamente gliele dovevo fare…

Primi passi con il cateterismo intermittente

Argomenti: Vescica